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Insegnante e compositrice udinese vince il ‘Festival del Piave’ – 3 luglio 2014

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3 luglio 2014

Insegnante e compositrice udinese vince il ‘Festival del Piave’

“Con il brano ‘l’Essere Speciale’ la friulana Barbara Sabbadini ha vinto per il secondo anno consecutivo il concorso nazionale di musica leggera ‘Festival del Piave'”

Pochi lo sanno ma a Udine vive una compositrice di musica leggera che in silenzio e a testa bassa da anni si aggiudica attestazioni di stima e riconoscimenti in diversi concorsi regionali e nazionali. Proprio oggi, a San Stino di Livenza, per il secondo anno consecutivo e come unica donna fra i premiati, ritirerà il premio come miglior autrice di musica leggera al ‘Festival del Piave’ di San Donà di Piave (Lo stesso festival dove, anni or sono, partecipó diverse volte una sconosciuta e giovanissima Laura Pausini).

Lei si chiama Barbara Sabbadini, è nata a Martignacco alla fine degli anni ’60 e di mestiere fa l’insegnante di sostegno all’I.S.I.S Stringher di viale Monsignor Nogara.
Da giovane Barbara aveva conseguito a Castelfranco Veneto il diploma in organo e composizione, seguendo parallelamente gli studi magistrali e in Scienze della formazione a Udine. Allo Stringher, riuscendo ad unire lavoro e passione, dal 2003 coordina il Laboratorio di Creatività Musicale ‘StringherUp’ per ragazzi. Ed è proprio grazie alla sua caparbietà e all’attiva partecipazione dei suoi studenti, che l’insegnante è riuscita ad ottenere le sue prime soddisfazioni. Il nome dell’istituto e quello della città di Udine negli ultimi 10 anni, infatti, hanno fatto il giro dell’Italia, grazie alla conquista di numerosi premi nazionali  e regionali (a Roma i concorsi ‘Donne per donne diciamo basta!’, ‘Legalità e Cittadinanza Economica’ e il ‘Progetto Icaro’; a Milano, il premio ‘Radio Italia’).

Il brano con cui Barbara ha vinto il Festival di San Donà si intitola ‘l’Essere Speciale’ di cui è sia autrice del testo che della musica (in basso troverete il brano gentilmente concessoci dalla compositrice) ed è dedicato a suo figlio Edoardo e ai bambini nati dopo il 2000 “portatori di gioia e messaggeri di una luce nuova“, ci spiega .
Tutte queste gratificazioni, ora, la spingono a provare a scommettere ancora di più su se stessa, a non arrendersi e ad aspirare che un giorno, prima o poi, arrivi qualche grande interprete a dare voce alle sue strofe e note. “Ora che i miei figli sono un po’ più grandi, posso dedicarmi alla mia grande passione con più frequenza. Non sono più una giovanissima ma la mia speranza, non la nascondo, è che qualche cantante nazionale, un giorno, possa ascoltare le mie canzoni e interpretare i miei brani. Pensi, che ogni pezzo che scrivo, e ne ho già composti una cinquantina, in genere lo compongo avendo in mente già la voce di chi mi piacerebbe lo interpretasse”.

 

 


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